Il presidente granata fa il punto sul mercato, sottolineando i tanti innesti fatti dalla società nelle ultime settimane
Urbano Cairo si gode l’aria di casa, quella del Moccagatta di Alessandria, dove oggi e domani andrà in scena l’11esima edizione del trofeo dedicato alla Primavera, diventato ormai il “Mamma e Papà Cairo”. “È una competizione che mi sta particolarmente a cuore”, racconta il presidente granata al Piccolo. Sarà presente sugli spalti per le semifinali Atalanta-Inter e Milan-Torino.
Ecco cosa ha detto Cairo sul suo futuro alla guida del Torino: “Il 2 settembre saranno vent’anni di presidenza, che non sono pochi. Se effettivamente si facesse avanti qualcuno molto bravo, ricco, entusiasta e preparato, ci potrei anche pensare. Mi spiacerebbe mollare, ovviamente, ma non sarò presidente a vita“.
Cairo: “Ngonge e Aboukhlal colpi importanti. Ora altri tre innesti”
Inevitabilmente si parla anche di prima squadra e di mercato. La sessione estiva è entrata nel vivo, e il Torino ha già mosso diversi passi importanti. Cairo rivendica alcune delle operazioni chiuse fin qui: “Ngonge, preso dal Napoli, è sicuramente un bel giocatore: lo dimostrò a Verona, quando segnò molti gol. E poi è molto forte Aboukhlal, che abbiamo rilevato dal Tolosa”. Due innesti che possono cambiare il volto della trequarti.
Il presidente cita anche altri volti nuovi: “Ricordo gli inserimenti di Anjorin e Ismajli, e del portiere Israel“. Tasselli utili, ma non sufficienti. Cosa manca ancora? La risposta è chiara: “Stiamo lavorando per ulteriori tre rinforzi“. E in queste ore cresce l’attesa per l’arrivo di Giovanni Simeone, di cui si attende soltanto l’ufficialità.
Cairo: “Capisco la contestazione, ma il Toro oggi è un’altra cosa”
Nonostante le mosse, l’ambiente resta caldo. La tifoseria continua a manifestare malumore, anche con toni duri. Striscioni, cori e post social invocano spesso un cambio di proprietà. Cairo non si tira indietro: “Può succedere, capisco l’insoddisfazione. Ma bisogna anche ricordare in che condizioni era il Torino quando lo rilevai io: fra retrocessioni e problemi vari. Da 14 anni siamo in Serie A, spesso nella parte sinistra della classifica, abbiamo partecipato due volte alle coppe europee”.
E rivendica un progetto più ampio: “Abbiamo investito tanto sul settore giovanile, come dimostrano i due scudetti Primavera vinti di recente. E poi abbiamo riaperto il Filadelfia e, a breve, debutterà anche il centro sportivo Robaldo”. Parole che vogliono dare una prospettiva. Anche se i tifosi, adesso, chiedono soprattutto una cosa: risultati concreti.

Vattene. Portasfiga
Se ci prometti di respirare ancora per poco potremmo quasi pensare di sopportarti un paio di mesi
E perché no? Uno schiatta e diventa leggenda!